ieri sera ero a cena con d. e cha in un ristorante specializzato in cucina bavarese (davvero perfetta per una calda sera di fine agosto).
ci siamo presentati in ritardo sulla prenotazione, dopo aver speso diverso tempo alla ricerca di un parcheggio. pare che in città ci siano un sacco di posteggi destinati ai residenti e solo qualche buco a pagamento per noialtri pezzenti forestieri, quasi dovessero farci pesare il fatto di aver "deciso" di sistemarci nella tranquillità della provincia.
il locale - davvero molto kitsch - ricalcava alla perfezione certe locande tedesche vecchio stile, con le pareti tappezzate di legno dipinto con motivi floreali e slogan teutonici, mensole stipate di boccali di birra e stoviglie decorati, musica in sottofondo di dubbio gusto.
guarda - fa notare d. a un certo punto - c'è anche un busto del führer, la prima di una serie di esternazioni che potrebbero tranquillamente trovarsi in un ipotetico manuale delle cento cose da NON dire in un ristorante bavarese, tra cui:
- "allora, io prendo un piatto di spätzle e un ebreo" (sempre d.)
- "[...] c'era questo gruppo di tedeschi del cazzo" (cha)
senza contare che, qua e là, nella conversazione sono stati citati: i crucchi, la swastika, hitler, goebbels, leni riefenstahl e olympia.
in chiusura della serie di luoghi comuni, vari esempi di bon-ton, tra cui una bestemmia ad alta voce di d. (non che le altre tavolate fossero da meno, per rendere il livello di classe raggiunto dagli astanti) e un rutto gorgoliante di cha (con la mano elegantemente posata davanti alla bocca, credo forse più per *amplificare* il rumore, che per attenuarlo).
gonfi come scrofe, ci siamo rimessi in strada per raggiungere un cinema nei paraggi. davano sicko, il nuovo film di michael moore e 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni di cristian mungiu. siamo arrivati in cassa a un minuto circa dall'inizio di entrambe le pellicole, senza avere ancora le idee chiare riguardo a quale spettacolo assistere.
alla vecchia cassiera è bastato uno sguardo.
stargroves - allora, tre biglietti per...
vecchia cassiera - sicko.
stargroves (attimo di smarrimento, si volta verso i drughi, poi di nuovo verso la vecchia) - sì, sicko.
sulle prime non ci ho dato grande peso. poi però mi ha dato da pensare. cos'avrà suggerito alla vecchia cassiera che noi tre volessimo vedere moore anzichè mungiu?
forse l'abbigliamento casual/straccione da militante attivista?
se avessimo indossato giacche di tweed impregnate dell'odore del tabacco da pipa le cose sarebbero state diverse?
stargroves - allora, tre biglietti per...
vecchia cassiera - 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni.
stargroves (attimo di smarrimento, si volta verso i drughi, poi di nuovo verso la vecchia) - no, sicko.
vecchia cassiera - non credo proprio.
stargroves - ma..
vecchia cassiera - non con quei foulard al collo, non con quei cappelli di feltro. non con quest'aria da intellettuali da croisette.
stargroves - ma..
vecchia cassiera - fanno 15 euro.
stargroves - noi vogliamo..
vecchia cassiera - 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, 15 euro. grazie e arrivederci.
stargroves - ma..
vecchia cassiera - grazie e arrivederci.
oppure la sala dove proiettavano mungiu era vuota. in effetti quella del film di moore era gremita. piccola ma affollata. in ogni caso, dopo i trailer, nemmeno ci pensavo più.
il film non è male, a mio parere. cha si è fatto una dormitina di qualche minuto, prima che la risata sguaiata e decisamente esagerata del tizio che sedeva alla mia destra, lo facesse svegliare di soprassalto.
avrei preferito che moore non incappasse in facilonerie come quella di presentare i francesi, che godono dell'assistenza sanitaria statale gratuita a differenza degli americani, come un popolo benestante nonostante l'alta pressione fiscale, intervistando una coppia dal reddito complessivo di circa 7000 euro al mese. vedete? se la passano bene nonostante le tasse! grazie al cazzo. avrebbe potuto rendere il concetto in maniera più efficace interpellando un qualsiasi boulanger, piuttosto che un notaio o un avvocato.
e poi la faccenda di cuba, un finale troppo stucchevole con tutti quegli abbracci e manifestazioni di fratellanza a beneficio della telecamera.
in ogni caso un bell'affondo di moore alle maggiori compagnie assicurative americane e al governo degli stati uniti, degno delle precedenti stoccate alla general motors e alla national rifle association, portate con la stessa arguzia e mestiere (forte il suo esagerato stupore nella scena all'interno dell'ospedale inglese dove cerca invano uno sportello a cui rivolgersi per pagare l'assistenza medica o quella in cui è seduto in un locale con i suoi amici francesi che gli portano varie testimonianze sul sistema sanitario della loro patria).
il premio principi della serata va a d. e alla cameriera tedesca nana popputa:
d. (a fine pasto, prima del dessert) - ci porta ancora la lista?
cameriera - per manciare?
d. (dopo aver congedato la cameriera) - ma che cazzo di domanda è? cosa dovrei farci con la lista? pulirmici il culo?
chissà cos'avrebbe da dire a riguardo cristina parodi (per cui fra l'altro d. non ha mai nascosto un certo interesse: "uhm, io alla parodi due colpi glieli darei volentieri.")
domenica 26 agosto 2007
| [+/-] |
nazista di un comunista |
domenica 1 luglio 2007
| [+/-] |
smooth criminal |
eccomi là. cioè io stargroves e il mio drugo. cioè d. ed eravamo in coda al cinema arrovellandoci il gulliver per sapere che cosa fare della serata.*
come sai, oggi tocca smazzarsi coda ovunque, per strada, nel parcheggio, all'ingresso, al bar, persino al cesso.
biglietti alla mano, cercavamo solo di prendere qualcosa da sgranocchiare per aggiungere spasso allo spasso. è una delle grandi verità della vita: guardarsi un film pieno zeppo di effetti speciali su uno schermo grande quasi 500 mq (non esagero), se ti va, ogni tanto può essere piacevole. guardarselo ingoiando schifezze ad alto tasso calorico è ancora meglio.
d. - io mi prendo un po' di caramelle gommose.
stgsv - ok, vai, tengo io il posto.
d. - cioè? me le vado a prendere adesso??
stgvs - eh sì, quando ci vuoi andare? fallo ora, così quando tocca a noi gli dai il pacchetto, lei lo pesa ed è fatta.
d. - ma ora che arrivo in cassa me le finisco pure.
stgvs - ...
d. - cioè, uno se le può pure mettere in tasca e bòna, no?
guardo d. per un istante. sembra essere seriamente convinto.
stgvs - (divertito e sconcertato) ecco, vedi, la cosa si basa sul concetto di *onestà*. funziona così. nessuno prende le caramelle e se ne va senza pagare.
d., ancora leggermente confuso, va al banco dei dolciumi a riempire un sacchetto mentre io lo guardo come un papà guarderebbe il figlio allontanarsi per raggiungere gli amichetti sullo scivolo, al parco.
tocca a noi. io, perfettamente calato nella parte del salutista, prendo mezzo litro di acqua naturale.
d. (con il sacchetto pieno di caramelle gommose in bella vista sotto al braccio): - due, grazie.
e non aggiunge altro. due bottiglie d'acqua, grazie.
così realizzo: mio figlio è un criminale.
sbigottito, seguo d. mentre lascia tranquillamente il banco del bar per raggiungere la sala.
stgvs - dovessero fermarci ovviamente io non ti conosco.
d. (ride compiaciuto) - e sì che praticamente l'avevo bello in vista!
stgvs - davvero, dovesse mai, io non ti conosco, cazzo.
devo ammettere che, dopo lo sconcerto iniziale, la manovra mi ha favorevolmente impressionato, in qualche modo. voglio dire, io non credo sarei in grado di avere la faccia di fare una cosa simile, con tale noncuranza poi.
due bottiglie, grazie.
e quel sacchetto?
ohccaz, ohmmer.. scusa, io non.. io sai.. mi ero dimen..
certo, certo, ti stavi dimenticando. la solita vecchia scusa. cercavi di FARE IL FURBO, eh?
come? no, io..
hey, victor, questo figlio di puttana stava cercando di fottersi un sacchetto di gommose!
e a quel punto un energumeno in completo nero e occhiali da sole sarebbe saltato fuori dal retro del bar, con l'espressione più trucida che si può immaginare. a parte la figura di merda generale, avrei preso tanti di quei calci nel culo da non potermi più sedere al cinema per i prossimi due mesi.
victor me l'avrebbe proprio fatta pagare.
dedico questo post a d., ladro gentiluomo, e a quel tizio assurdo (grazie a dio in sala ce n'è quasi sempre uno) che alla fine si è messo a leggere ad alta voce i titoli delle canzoni della colonna sonora, nominando una certa sexual ailing (sic.).
il vecchio marvin dev'essersi fatto un altro bel giro nella proverbiale tomba.
amen.
* mi sono addormentato guardando kubrick ieri notte, la citazione era più che doverosa.
venerdì 29 giugno 2007
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teenage lobotomy |

no, internet non mi è mancato più di tanto. anche perchè potevo consultare occasionalmente posta e cazzi vari dal lavoro.
in ogni caso credo mi abbia fatto bene stare per qualche tempo lontano dallo schermo. avevo anche ripreso un po' di vigore. l'alone verdastro se n'era quasi andato via dalla mia faccia. riuscivo a reggermi sulle gambe semi-atrofizzate per più di cinque minuti, senza sentire il bisogno impellente di vomitare in ogni angolo. certo, non è passato tempo a sufficienza per guarire dall'impotenza ma almeno ho recuperato una minima parvenza di sano appetito sessuale, senza bisogno di ricorrere a video di porno estremo tedesco (il più trucido e abominevole, secondo forse solo al porno interspecie - e dico *forse*), gli unici che ancora riuscivano a dare l'impressione di poter trasmettere una scossa al mio ippocampo sottosviluppato.
avevo smesso di sporcarmi ogni quarto d'ora. i miei tutori avevano persino mandato a casa morag, l'infermiera che mi assisteva la notte. una mattina, a colazione, sono addirittura riuscito a mordicchiare un frammento di fetta biscottata intinta nel tè bollente. niente più tubicini nelle braccia e nel collo, capisci?
non che lo sforzo mi sia costato niente. nella foga di dimostrare a me stesso di poter essere qualcosa di più che l'ombra dell'uomo di un tempo, ho rovesciato la tazza di tè bollente sul pavimento. ho riportato un'ustione di secondo grado al piede sinistro, ma la vuoi sapere una cosa? beh, cristo, ogni volta che guardo quel benedetto piede bendato ripenso a quel momento in cui sono stato lì lì per *rinascere*, capisci, e subito il mio cervello molliccio in fase di desquamazione rilascia un fiotto di endorfine. è successo anche ora. e sì, mi sono pisciato addosso di nuovo, ma che me ne frega?
con il ritorno dell'aidsl è tornata in servizio anche morag. non dirlo a nessuno ma quando mi sporco una volta di troppo la notte, quella vigliacca mi batte sulla bocca con il manico della sua spazzola. puttana. quando i miei tutori hanno chiesto spiegazioni circa il gonfiore delle mie labbra, morag mi ha prima fulminato con il suo sguardo severo, poi ha sorriso e con aria sorniona ha detto: «signorino si morde labbro di notte. io cerca di ferma lui ma non sempre io riesce».
i miei tutori se la sono bevuta, chiaro e io mi guardo bene dal dire qualcosa, morag aspetta solo un mio passo falso per sentirsi autorizzata a fare ben altro con quella dannata spazzola di legno.
ieri, durante l'ultima visita a domicilio, il dottore aveva il volto corrucciato. però poi, tolto lo stetoscopio dalla mia schiena, ha detto al solito: «è tutto a posto, non c'è da preoccuparsi».
poco più tardi l'ho sentito parlare coi miei tutori, nella stanza accanto. ha detto che mi rimangono neanche 200 ore di connessione da vivere. poco più che una settimana, grosso modo.
poi, finalmente, sarò libero.
