eccomi là. cioè io stargroves e il mio drugo. cioè d. ed eravamo in coda al cinema arrovellandoci il gulliver per sapere che cosa fare della serata.*
come sai, oggi tocca smazzarsi coda ovunque, per strada, nel parcheggio, all'ingresso, al bar, persino al cesso.
biglietti alla mano, cercavamo solo di prendere qualcosa da sgranocchiare per aggiungere spasso allo spasso. è una delle grandi verità della vita: guardarsi un film pieno zeppo di effetti speciali su uno schermo grande quasi 500 mq (non esagero), se ti va, ogni tanto può essere piacevole. guardarselo ingoiando schifezze ad alto tasso calorico è ancora meglio.
d. - io mi prendo un po' di caramelle gommose.
stgsv - ok, vai, tengo io il posto.
d. - cioè? me le vado a prendere adesso??
stgvs - eh sì, quando ci vuoi andare? fallo ora, così quando tocca a noi gli dai il pacchetto, lei lo pesa ed è fatta.
d. - ma ora che arrivo in cassa me le finisco pure.
stgvs - ...
d. - cioè, uno se le può pure mettere in tasca e bòna, no?
guardo d. per un istante. sembra essere seriamente convinto.
stgvs - (divertito e sconcertato) ecco, vedi, la cosa si basa sul concetto di *onestà*. funziona così. nessuno prende le caramelle e se ne va senza pagare.
d., ancora leggermente confuso, va al banco dei dolciumi a riempire un sacchetto mentre io lo guardo come un papà guarderebbe il figlio allontanarsi per raggiungere gli amichetti sullo scivolo, al parco.
tocca a noi. io, perfettamente calato nella parte del salutista, prendo mezzo litro di acqua naturale.
d. (con il sacchetto pieno di caramelle gommose in bella vista sotto al braccio): - due, grazie.
e non aggiunge altro. due bottiglie d'acqua, grazie.
così realizzo: mio figlio è un criminale.
sbigottito, seguo d. mentre lascia tranquillamente il banco del bar per raggiungere la sala.
stgvs - dovessero fermarci ovviamente io non ti conosco.
d. (ride compiaciuto) - e sì che praticamente l'avevo bello in vista!
stgvs - davvero, dovesse mai, io non ti conosco, cazzo.
devo ammettere che, dopo lo sconcerto iniziale, la manovra mi ha favorevolmente impressionato, in qualche modo. voglio dire, io non credo sarei in grado di avere la faccia di fare una cosa simile, con tale noncuranza poi.
due bottiglie, grazie.
e quel sacchetto?
ohccaz, ohmmer.. scusa, io non.. io sai.. mi ero dimen..
certo, certo, ti stavi dimenticando. la solita vecchia scusa. cercavi di FARE IL FURBO, eh?
come? no, io..
hey, victor, questo figlio di puttana stava cercando di fottersi un sacchetto di gommose!
e a quel punto un energumeno in completo nero e occhiali da sole sarebbe saltato fuori dal retro del bar, con l'espressione più trucida che si può immaginare. a parte la figura di merda generale, avrei preso tanti di quei calci nel culo da non potermi più sedere al cinema per i prossimi due mesi.
victor me l'avrebbe proprio fatta pagare.
dedico questo post a d., ladro gentiluomo, e a quel tizio assurdo (grazie a dio in sala ce n'è quasi sempre uno) che alla fine si è messo a leggere ad alta voce i titoli delle canzoni della colonna sonora, nominando una certa sexual ailing (sic.).
il vecchio marvin dev'essersi fatto un altro bel giro nella proverbiale tomba.
amen.
* mi sono addormentato guardando kubrick ieri notte, la citazione era più che doverosa.
domenica 1 luglio 2007
| [+/-] |
smooth criminal |
venerdì 29 giugno 2007
| [+/-] |
teenage lobotomy |

no, internet non mi è mancato più di tanto. anche perchè potevo consultare occasionalmente posta e cazzi vari dal lavoro.
in ogni caso credo mi abbia fatto bene stare per qualche tempo lontano dallo schermo. avevo anche ripreso un po' di vigore. l'alone verdastro se n'era quasi andato via dalla mia faccia. riuscivo a reggermi sulle gambe semi-atrofizzate per più di cinque minuti, senza sentire il bisogno impellente di vomitare in ogni angolo. certo, non è passato tempo a sufficienza per guarire dall'impotenza ma almeno ho recuperato una minima parvenza di sano appetito sessuale, senza bisogno di ricorrere a video di porno estremo tedesco (il più trucido e abominevole, secondo forse solo al porno interspecie - e dico *forse*), gli unici che ancora riuscivano a dare l'impressione di poter trasmettere una scossa al mio ippocampo sottosviluppato.
avevo smesso di sporcarmi ogni quarto d'ora. i miei tutori avevano persino mandato a casa morag, l'infermiera che mi assisteva la notte. una mattina, a colazione, sono addirittura riuscito a mordicchiare un frammento di fetta biscottata intinta nel tè bollente. niente più tubicini nelle braccia e nel collo, capisci?
non che lo sforzo mi sia costato niente. nella foga di dimostrare a me stesso di poter essere qualcosa di più che l'ombra dell'uomo di un tempo, ho rovesciato la tazza di tè bollente sul pavimento. ho riportato un'ustione di secondo grado al piede sinistro, ma la vuoi sapere una cosa? beh, cristo, ogni volta che guardo quel benedetto piede bendato ripenso a quel momento in cui sono stato lì lì per *rinascere*, capisci, e subito il mio cervello molliccio in fase di desquamazione rilascia un fiotto di endorfine. è successo anche ora. e sì, mi sono pisciato addosso di nuovo, ma che me ne frega?
con il ritorno dell'aidsl è tornata in servizio anche morag. non dirlo a nessuno ma quando mi sporco una volta di troppo la notte, quella vigliacca mi batte sulla bocca con il manico della sua spazzola. puttana. quando i miei tutori hanno chiesto spiegazioni circa il gonfiore delle mie labbra, morag mi ha prima fulminato con il suo sguardo severo, poi ha sorriso e con aria sorniona ha detto: «signorino si morde labbro di notte. io cerca di ferma lui ma non sempre io riesce».
i miei tutori se la sono bevuta, chiaro e io mi guardo bene dal dire qualcosa, morag aspetta solo un mio passo falso per sentirsi autorizzata a fare ben altro con quella dannata spazzola di legno.
ieri, durante l'ultima visita a domicilio, il dottore aveva il volto corrucciato. però poi, tolto lo stetoscopio dalla mia schiena, ha detto al solito: «è tutto a posto, non c'è da preoccuparsi».
poco più tardi l'ho sentito parlare coi miei tutori, nella stanza accanto. ha detto che mi rimangono neanche 200 ore di connessione da vivere. poco più che una settimana, grosso modo.
poi, finalmente, sarò libero.
martedì 19 giugno 2007
| [+/-] |
il conto, prego |
sono fermamente convinto del fatto che dai propri errori non solo si riesca ad imparare qualcosa ma si possa - anzi, *si debba* - trasmettere a tutti quanto faticosamente appreso a proprie spese.
per questo ti dico: prima di disdire il contratto con il tuo vecchio operatore telefonico figlio di cane, accertati di sottoscriverne uno nuovo con un altro operatore (mi auguro un po' meno figlio di cane) PRIMA che il vecchio contratto scada.
sono senza ADSL da quasi due settimane, non senza sentirmi un emerito imbecille, sia chiaro.
ma non sono qui per parlare di internet. oggi voglio parlare di soldi.
non ce li ho e questo è già un buon motivo per parlarne. e non mi riferisco a quei quattro spiccioli che mi ballano nel portafoglio. quelli sono buoni per riempire metà serbatoio (a propò... 1,320 euro di verde al litro... ma dove cazzo vogliamo andare??*) e farmi un panino (non chissacchè farcito, in ogni caso).
dicono che se non fai troppo caso ai soldi, puoi vivere meglio. il che può anche funzionare fintanto che non decidi di uscire di casa. le situazioni mondane non fanno altro che ricordarti impietosamente la tua condizione finanziaria.
ero a cena con p. l'altra sera, una cenetta senza pretese benchè estremamente godibile. sul tavolo: un antipasto di pesce (9 euro), un piattino di patate fritte (3.50 euro), una bottiglia di coca da 1 lt. (4 euro!), 2 pizze (7 e 8 euro). coperto, 2.50 a testa.
al tavolo accanto al nostro sedeva una coppia che si è fatta portare una bottiglia di champagne in un secchiello ricolmo di ghiaccio, probabilmente uno scherzetto che sarà costato loro quanto il nostro intero conto.
e io sono qui a farmi problemi per una minchia di bottiglia di cocacola da quattro maledetti euro. mio padre direbbe: ottomilalireperunabottigliadicoca!? quando all'iper con la metà ne porto a casa una da 2 litri!
allora ho pensato, tocca fare come il colonnello frank slade, alias al pacino in scent of a woman. mi licenzio e con la liquidazione compro un biglietto di sola andata per new york e mi faccio un week-end estremo al waldorf-astoria, assieme a un caghino in blazer che mi aspetta fuori in macchina mentre mi faccio il fregnone più ricercato di tutta manhattan.
poi l'ultima sera mi metto in uniforme (?) lucido l'arma di ordinanza (niente doppi sensi, prego) e mi sparo un colpo in bocca (perchè così doveva finire il film, altro che quel *e tutti vissero felici e contenti* di disneyana memoria. avvilente).
chiusura sulle note del tango por una cabeza.
*aggiornamento ad agosto 2008: la benza nel giro di poco ha sforato pure l'1,5 per poi ridimensionarsi sugli 1,4. dove vogliamo andare non lo so, ma la strada sembra sempre più lunga e in salita. spingeremo. tutti in strada a spingere le nostre cazzo di macchine.
